LA CALUNNIA DELLA VIOLENZA DI GENERE

Da decenni televisioni, giornali e politici ci sommergono con il mantra della violenza maschile contro le donne. Da qualche parte nel cervello di ognuno di noi c’è il pregiudizio che la violenza domestica sia quando una donna fragile e maltrattata piange in silenzio rannicchiata in un angolo buio in balia di un uomo violento. Siamo stati addestrati, attraverso la ripetizione ipnotica di disinformazione femminista, ad interiorizzare lo stereotipo del mostro maschio che picchia la moglie spinto da un bisogno insaziabile di controllo.

Questo sito dimostra, dati alla mano, una realtà così incredibile che è difficile crederci.

Quasi tutto quello che ci hanno indotto a credere in materia di violenza domestica è falso.

Non esiste nessuna “violenza di genere”. Viviamo in una sorta di 1984 Orwelliano, in una gigantesca “calunnia di genere” costruita da femministe per arricchirsi odiando gli uomini.

La verità è che donne e uomini sono violenti in egual misura.

Ma le tante persone che lo hanno detto e dimostrato sono state fatte tacere con minacce di morte, censura e diffamazioni. La verità è venuta a galla quando, grazie ad internet, si è attenuato il controllo politico sull’informazione. I giornali che continuano a pubblicare disinformazione vengono regolarmente sommersi di commenti di lettori indignati.

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4 pensieri su “LA CALUNNIA DELLA VIOLENZA DI GENERE

  1. Dal mio punto di vista questa propaganda che senza ombra di dubbio in Italia ha raggiunto la saturazione completa dei canali di comunicazione, è utile prima di tutto a dividere il pensiero politico nella coppia in modo tale da controllarla meglio, serve (insieme adesso a quella di Bullismo e Cyberbullismo) a nascondere il vero problema politico odierno: il Suicidio.
    Nel 2013 ho sviluppato in solitaria un’indagine sul suicidio in Sardegna scoprendo che ogni mese ce n’è da 6 a 9 e l’90% sono di uomini. Di questi, per motivi non solo culturali viene omessa ogni informazione possibile, anzi, direi che viene fornita una sola informazione utile ogni caso, inutle per ricostruire la storia del suicida e che l’immagine fotografica che capeggia sui giornali è sempre l’automobile dei Carabinieri. Fare dell’uomo un orco vuole dire non solo foraggiare i centri antiviolenza, ma sopratutto le forze dell’ordine che in mancanza di reati gravi rischiano addirittura di essere visibilmente inutili.

  2. Non ho compilato il documento di ricerca sulla violenza subito dagli uomini perché, sebbene avessi esempi gravi e concreti di esperienze di sconcertante violenza vissuta, ho immediatamente risolto questo tipo di rapporti e non ho sviluppato altre relazioni con soggetti che si mostrassero minimamente portati ad aggredire. Questo dato è importante nella ricerca statistica perché modifica la percezione maschile della violenza femminile in quanto l’uomo è anche meno portato a subire per una sorta di masochismo congenito rispetto alla donna. Le donne che subiscono violenza infatti la sperimentano da mariti fidanzati ed ex, cioè da persone che hanno superato il vaglio critico e affettivo della stessa vittima. Più difficilmente l’uomo ha tratti masochisti. In secondo luogo la forma in cui si esprime la violenza femminile non è per nulla indagata perché è induttiva, causale, irradiata per linee emotive ed espressa indirettamente attraverso il disturbo emotivo di figli, figlie ed uomini che sono “affetti” dalla personalità della donna.È carattere proprio della donna quello di indurre, far succedere, provocare e generare le proprie istanze aggressive attraverso il comportamento di altri con cui vivono in simbiosi. Sarebbe anche il caso di indagare forme di violenza strutturale del materno, per esempio, sull’autismo, tossicodipendenza, anoressia, border line, immaturità sessuale… neu figli. Per non parlare delle forme matriarcali che ogni struttura di oppressione sociale assume sul modello della funzione di dipendenza, di appartenenza, di confusione e di legame di sangue del ruolo materno: religione dei figli pecora sotto un pastore, delle verghe in un inico fascio, degli affiliati (mammasantissima) alla piovra mafiosa, dell’azienda che sfrutta gli operai, della “famiglia reale” che genera i suoi sudditi, della dipendenza di corpo, razza e sangue… Le violenze della storia hanno sempre avuto una matrice matriarcale; dalle baccanti, alla chiesa, alle infibulazioni di invidia generazionale contro le figlie, fino alle crociate del nazismo e all’attuale dominio di matrix. Come vedete la natura della violenza è squisitamente femminile molto più di quanto si possa misurare dagli atti visibili, perché è per sua natura affettiva non effettiva cioè ha la caratteristica di indurre violenza e disagio negli altri.

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